
Un inquilino ospitato da più di sei mesi in una struttura di emergenza presenta una domanda di alloggio sociale. Nessuna risposta adeguata gli arriva. Il dispositivo DALO esiste precisamente per questo tipo di situazione: consente di far riconoscere il proprio diritto a un alloggio decoroso quando le procedure classiche non hanno dato risultati.
Il diritto all’alloggio opponibile, istituito dalla legge del 5 marzo 2007, designa lo Stato come garante di questo diritto. In concreto, un richiedente può rivolgersi a una commissione di mediazione dipartimentale affinché la sua domanda venga riconosciuta prioritaria. Se la commissione lo riconosce, il prefetto deve proporre un alloggio adeguato entro sei mesi.
Tempi di rilascio DALO: cosa rivela la giurisprudenza europea recente
La maggior parte delle guide sul DALO dettaglia i criteri di idoneità e la procedura di presentazione. Pochi affrontano la questione che preoccupa davvero i richiedenti: quanto tempo bisogna aspettare dopo una decisione favorevole?
La sentenza Eisenauer e altri c. Francia, emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 12 maggio 2026, fornisce un chiarimento brutale. Diverse persone riconosciute prioritarie DALO nella regione parigina (Parigi, Sarcelles, Vitry-sur-Seine) hanno atteso tra quasi tre anni e fino a otto anni prima di essere effettivamente rialloggiate. La CEDH ha caratterizzato una violazione legata ai tempi di esecuzione, non solo alle condizioni di accesso.
Per un richiedente, questa decisione cambia le carte in tavola. Fornisce un argomento giuridico aggiuntivo utilizzabile davanti al tribunale amministrativo se lo Stato tarda a eseguire il proprio obbligo di rilascio. In Île-de-France, comprendere le condizioni di attribuzione dell’alloggio DALO non basta più: è necessario anche anticipare il contenzioso in caso di mancato rilascio.

Ricorso DALO davanti alla commissione di mediazione: criteri e situazioni riconosciute
Occupi un alloggio insalubre da mesi senza risposta dal tuo locatore? Sei minacciato di sfratto senza soluzione di rilascio? Queste sono esattamente le situazioni che danno diritto al ricorso DALO.
Prima di presentare un dossier, tre condizioni di base devono essere soddisfatte simultaneamente:
- Risiedere in Francia in modo regolare (nazionalità francese o permesso di soggiorno in corso di validità, senza condizione di anzianità del titolo)
- Non poter accedere con mezzi propri a un alloggio decoroso e indipendente, o mantenerlo
- Rispetto dei limiti di reddito richiesti per l’attribuzione di un alloggio sociale
Queste tre condizioni soddisfatte, il richiedente deve trovarsi anche in almeno una delle seguenti situazioni:
- Essere senza fissa dimora
- Aver presentato una domanda di alloggio sociale da un periodo anormalmente lungo (questo periodo varia a seconda del dipartimento) senza proposta adeguata
- Essere minacciato di sfratto senza rilascio
- Essere ospitato in una struttura di accoglienza o in una residenza alberghiera a vocazione sociale da più di sei mesi consecutivi
- Occupare un alloggio inadeguato, insalubre o pericoloso
- Occupare un alloggio sovraffollato o non decoroso con almeno un bambino minorenne o una persona disabile a carico
Un punto spesso trascurato: aver già effettuato almeno un passo preliminare è richiesto. Questo può essere una domanda di alloggio sociale, una segnalazione al servizio igienico del comune o un’intimazione inviata al proprietario per lavori.
Dossier DALO e richiesta alla commissione di mediazione: fasi concrete
Il ricorso DALO è un ricorso amichevole. Viene presentato presso la commissione di mediazione (Comed) del dipartimento in cui si trova l’alloggio desiderato. Il modulo Cerfa specifico è disponibile in prefettura o online.
Il dossier deve contenere i documenti che giustificano la situazione del richiedente: avviso di imposizione, giustificativi di domicilio, attestazione di ospitalità o di non alloggio, lettere di richiesta di alloggio sociale con il loro numero unico dipartimentale. Qualsiasi documento che dimostri i passi preliminari rafforza il dossier.
La commissione di mediazione ha un termine di tre a sei mesi (a seconda del dipartimento) per emettere la sua decisione. Se riconosce il carattere prioritario e urgente della richiesta, trasmette il dossier al prefetto. Quest’ultimo deve quindi designare il richiedente a un locatore sociale per l’attribuzione di un alloggio adeguato.
Cosa fare se non arriva alcuna proposta dopo la decisione favorevole?
È qui che entra in gioco il ricorso giurisdizionale. Il richiedente può rivolgersi al tribunale amministrativo se non gli viene fatta alcuna proposta di alloggio adeguato entro il termine stabilito. Il giudice può quindi ordinare allo Stato di rialloggiare il richiedente, sotto pena di sanzione finanziaria.
Tuttavia, le sentenze del Consiglio di Stato di luglio 2026 hanno inasprito le esigenze di prova per ottenere un risarcimento. In concreto, non basta più dimostrare l’assenza di rilascio: il richiedente deve anche documentare precisamente il danno subito. In Île-de-France, il termine per rivolgersi al tribunale amministrativo dopo una decisione DALO favorevole è di quattro mesi.

Differenza tra DALO alloggio e DAHO accoglienza
Il dispositivo copre in realtà due diritti distinti. Il DALO riguarda l’accesso a un alloggio permanente. Il DAHO (diritto all’accoglienza opponibile) si rivolge a persone che hanno bisogno di un’accoglienza d’emergenza o di un’accoglienza in una struttura adeguata.
La confusione tra i due è frequente. Il DAHO si rivolge alle situazioni più precarie, quando la persona non soddisfa i requisiti per un alloggio autonomo o quando l’urgenza richiede un’accoglienza immediata. La procedura è simile (richiesta alla Comed), ma i tempi di risposta e le soluzioni proposte differiscono.
Un richiedente può presentare un ricorso ai sensi del DALO e un altro ai sensi del DAHO simultaneamente se la sua situazione lo giustifica. I due percorsi non si escludono.
Il ricorso DALO rimane un potente strumento per le persone mal alloggiate, ma il riconoscimento prioritario non garantisce un rilascio rapido. Documentare ogni fase delle proprie procedure, conservare tutte le lettere e anticipare un eventuale ricorso giurisdizionale sono i tre riflessi che proteggono concretamente il richiedente lungo tutto il procedimento.